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Lorem Ipsum dolor sit am NINO CALAMUNERI E L'ISOLA PLURALE (by Paolo Favini)
Al viaggiatore che, dal mare, vi approda, non viene meno lo smarrimento percepito durante la traversata. Ha l'impressione di trovarsi, ancora, sul ponte di una nave. La terra trema, si spacca, e una luce polverosa, come la caliggine all'orizzonte, si posa sulle foglie del nespolo, dei carrubi, sui fichi d'india spezzati, sul dorso dei pesci. Il caldo fa socchiudere gli occhi, ed il paesaggio è fuori fuoco, sembra solo un richiamo di cicale. Nino Calamuneri in questa terra c'è nato, ma le sue fotografie restituiscono lo stupore di chi la guarda per la prima volta. Come in un prisma, o in un caleidoscopio, le immagini cambiano, confinate però nella stessa forma, a rappresentare i vari capitoli dell'unico racconto. A immaginare un'isola che sogna altre isole.et

Lorem Ipsum dolor sit amet “Dicono gli atlanti che la Sicilia è un'isola e sarà vero, gli atlanti sono libri d'onore. Si avrebbe però voglia di dubitarne, quando si pensa che, al concetto d'isola, corrisponde solitamente un grumo compatto di razza e costumi, mentre qui tutto è mischiato, cangiante, contraddittorio, come nel più composito dei continenti. Verò è che le Sicilie sono tante, non finirò di contarle. Vi è la Sicilia verde del carrubo, quella bianca delle saline, quella gialla dello zolfo, quella bionda del miele, quella purpurea della lava...”
(Da “L'isola plurale” di Gesualdo Bufalino)